La Storia nascosta dell'Estérel

Il massiccio dell'Estérel, esteso su 32.000 ettari tra Saint-Raphaël e Mandelieu-la-Napoule, è un tesoro naturale della Costa Azzurra, noto per le sue imponenti rocce rosse e i suoi paesaggi selvaggi. Ma al di là della sua bellezza, questo luogo racchiude una ricca storia, modellata da 250 milioni di anni di eruzioni vulcaniche, oltre 2.500 anni di occupazioni umane e alcune figure romanzesche come il brigante Gaspard de Besse o Auguste Lutaud, medico che si autoproclamò re di un isolotto roccioso.

Perché il massiccio dell'Estérel è rosso?

Il colore rosso delle rocce dell'Estérel è spiegato dalla presenza di’ematite, un ossido di ferro la cui tinta amaranto impregna la riolيت, principale roccia vulcanica del massiccio. Il ferro si è ossidato in un clima permiano caldo e arido, circa 250 milioni di anni fa, durante la frammentazione della Pangea.

Impropriamente chiamata «porfido rosso dell'Estérel» dai marmisti del XIX secolo, questa riolite ignimbritica presenta diverse sfumature a seconda dei minerali associati e dell'alterazione della roccia in superficie.

I cinque atti del vulcanismo sicano

I geologi distinguono cinque grandi fasi nella formazione del massiccio

  • 280 milioni di anni (Stephanian) prime fagliazioni e bacini lacustri a nord
  • 270 Ma (Permiano inferiore) eruzioni basaltiche nere, ancora visibili ad Aiguebonne
  • 255 Ma comparsa di rioliti rosse, messa in posto del Mont Vinaigre (614 m), punto culminante del massiccio
  • 235 Ma (Trias) intrusione dell'esterellite, il «porfido blu» di Cap Dramont, sfruttato fin dall'antichità
  • 23 Ma (Miocene) la rotazione delle Bocche di Bonifacio separa il massiccio tirrenico e gli conferisce la sua attuale facciata marittima

Una roccia unica in Francia metropolitana

Se si ritrovano rioliti permiane altrove (Monte Cinto in Corsica, Montreuillon nel Morvan), solo l'Estérel offre questa concentrazione di tinte rosse e la spettacolare interpenetrazione tra rilievo vulcanico e litorale. Quando si costeggia il massiccio dal mare, questo camafeo scarlatto si legge in bande successive, punteggiate da colate verdi (riduzione del ferro) e da filoni grigi di esterellite.

Tre sfumature di rosso

I petrografi distinguono nel massiccio:

  • L'amaranto profondo di riolite ignimbritica, dominante sui picchi di Cap Roux e dell'Orso
  • Il viola porpora peliti permiane, visibili al Dome de Barrot
  • Il rosso mattone des arkoses conglomeratiche, con i loro ciottoli cementati visibili sul litorale di Anthéor
La roccia riolitica amaranto del massiccio, ereditata da un vulcanismo permiiano vecchio di 250 milioni di anni. © Black Tenders

Dai Liguri ai monaci di Lérins: 2.500 anni di occupazione

Il massiccio è abitato fin dal Neolitico, come attestano i punta di freccia in selce ritrovati sul sito di Bouverie (Roquebrune-sur-Argens) ed esposti al museo archeologico di Saint-Raphaël. Ma è con i Liguri, poi i Romani, che l'Estérel diventa un vero crocevia mediterraneo.

La Via Aurelia, autostrada romana

Costruita nel II secolo a.C., la Via Aurelia attraversava il massiccio per collegare Roma alla Spagna. Il suo tracciato seguiva la linea di cresta settentrionale, molto più sicura del litorale ancora infestato da pirati, e resta leggibile ancora oggi in alcuni sentieri forestali dell'Ufficio Nazionale delle Foreste. Diverse pietre miliari romane, tra cui quella di Forum Iulii (Fréjus), testimoniano l'intensità di questa circolazione.

Sant'Onorato e l'eremitismo insulare

Nel 410, mentre l'Impero Romano crolla, un giovane patrizio gallo-romano di nome Onorato fonda un monastero sull'isola vicina che prenderà il suo nome: Sant'Onorato, di fronte a Cannes. La regola che vi istituisce darà origine a decine di vescovi (San Patrizio d'Irlanda sarebbe stato formato a Lérins) e farà dell'arcipelago un importante polo spirituale dell'Occidente cristiano.

I balsami del Pic du Cap Roux

La catena montuosa stessa attira eremiti e monaci, che vi si ritirano balocchi (grotte naturali) del Pic du Cap Roux. Una statua di San'Onorato veglia ancora oggi sul sentiero che conduce alla vetta, a 453 metri di altitudine.

Trovando un rifugio sicuro nel massiccio dell'Estérel, Gaspard de Besse stabilì il suo quartier generale nella locanda degli Adrets. Il suo motto: spaventate, ma non uccidete mai.

Leggenda locale Le figure di spicco degli Adrets

Gaspard de Besse, il Robin Hood provenzale

Nel XVIII secolo, il massiccio divenne di nuovo un rifugio, non per gli eremiti ma per i banditi. La figura più famosa è Gaspard Bouis, detto Gaspard de Besse (1757-1781), fabbro originario di Besse-sur-Issole diventato capo di una banda di scippatori.

Dall'apprendista fabbro al fuorilegge

Nato in una famiglia modesta, Gaspard entra presto in clandestinità e stabilì il suo quartier generale a l'auberge des Adrets, sulla strada che collega Fréjus a Cannes. Questa locanda, che esiste ancora, controllava allora l'unico passaggio percorribile attraverso l'Estérel: ogni mercante, ogni corriere, ogni viaggiatore doveva passarvi.

La grotta del Mont Vinaigre

La sua banda, che conta fino a una sessantina di uomini, opera da grotte del Mont Vinaigre, ancora visibile sulle mappe IGN. Secondo la tradizione orale, Gaspard ridistribuiva parte del suo bottino ai contadini poveri, il che gli valse il soprannome di «Robin Hood provenzale».

« Spaventate ma non uccidete »

Il suo motto, tramandato dalle cronache dell'epoca, gli impediva esplicitamente di uccidere le sue vittime. Un precetto che non basterà a salvarlo: tradito da uno dei suoi, arrestato a La Valletta nel 1780, fu condannato al supplizio della ruota ed eseguito ad Aix-en-Provence il 25 ottobre 1781, a 24 anni. Il suo cadavere viene poi impiccato a un albero dell'Estérel per servire da esempio.

L'Auberge des Adrets, riabilitata nel XX secolo, conserva una sala «Gaspard de Besse» e figura tra i luoghi eccellenti del circuito storico del massiccio. Per scoprire l'Estérel dalla prospettiva che meglio rivela i suoi antichi nascondigli, nulla vale un Escursione in mare lungo il massiccio.

1903: la Corniche d'Or cambia il destino del massiccio

Per secoli, attraversare l'Esterel ha significato percorrere la strada alta degli Adrets, tortuosa e pericolosa. Tutto cambia il 11 aprile 1903, giorno di inaugurazione del Corniche d’Oro, strada costiera che collega Saint-Raphaël a Cannes per 27 chilometri e 183 curve.

Abel Ballif e il Touring Club de France

L'ouverture de la corniche est l'œuvre d'Abel Ballif, président du Touring Club di Francia, associazione militante del turismo in bicicletta e poi in auto. Ballif convince lo Stato, il dipartimento e i comuni a finanziare questo nastro serpeggiante sul fianco di roccia rossa, che diventa istantaneamente la strada più pittoresca della Costa Azzurra.

Il viadotto di Anthéor

Le viadotto di Anthéor, opera d'arte più spettacolare del tracciato, diventa un motivo ricorrente delle cartoline della Belle Époque. La Corniche d'Or perde il suo rango di Nazionale 7 nel 1935 per diventare D559, ma il suo soprannome dorato è rimasto.

Tre angolazioni di lettura del massiccio

Con l'apertura della Corniche, l'Estérel diventa leggibile da tre angolazioni complementari:

  • Per strada : la D559, perfetta per cogliere la successione di calette e promontori
  • Per i sentieri I sentieri GR 49, 51 e 653A attraversano il massiccio, ora classificato Natura 2000
  • Per mare l'unica maniera di scoprire calette accessibili solo in barca, come la caletta degli Inglesi o l'Isola delle Vecchie

Il massiccio celebra 120 anni della Corniche d’Or nel 2023, senza perdere nulla del suo fascino contrastato tra rosso fiammeggiante e blu profondo.