L’isola di Saint-Honorat vista dal mare: sedici secoli di abbazia di Lérins di fronte a Cannes

Patrimonio di Cannes

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Una trentina di monaci cistercensi, un’abbazia fondata intorno al 410, un’azienda vinicola biologica di otto ettari, una torre-monastero fortificata dell’XI secolo costruita per difendersi dalle incursioni dei Saraceni: a venti minuti dal molo Laubeuf di Cannes, l’isola di Saint-Honorat rimane uno dei più antichi centri monastici ancora attivi in Occidente.

Perché si parla delle Isole di Lérins al plurale?

L'arcipelago delle Isole di Lérins si affaccia sulla baia di Cannes, a 1,5 km dal Cap de la Croisette. È composto da due isole principali e due isolotti, separati da stretti passaggi dove ancora oggi alcune barche a vela gettano l'ancora tutto l'anno.

Due isole, due destini

Sainte-Marguerite, la più grande (152 ettari), è nota soprattutto per il suo Fort Royal, dove fu imprigionato la Maschera di Ferro tra il 1687 e il 1698. Saint-Honorat, sette volte più piccola (40 ettari), è rimasta di proprietà dell’abbazia senza interruzioni fin dal V secoloe secolo: è uno dei pochissimi territori monastici dell’Occidente ad aver conservato, senza interruzioni di rilievo, la propria vocazione religiosa per oltre millecinquecento anni.

Due isolotti disabitati dichiarati riserva

Saint-Ferréol e La Tradelière, due piccoli isolotti situati a est di Saint-Honorat, ospitano gabbiani leucofei e berne mediterranee. In questi luoghi non è consentito l’ancoraggio: essi fanno parte del demanio marittimo e sono classificati come riserva biologica.

L'arrivo via mare, unica via di accesso

L'accesso alle due isole è possibile solo in barca: da 15 a 20 minuti dal porto di Cannes, a 25 minuti da Mandelieu-La-Napoule, a circa 30 minuti da Juan-les-Pins. Nessun ponte, nessuna navetta via terra. Questa dipendenza dal mare spiega in gran parte come Saint-Honorat abbia conservato il suo carattere monastico nel corso dei secoli.

Intorno al 410: Onorato di Lérins fonda la comunità monastica

Intorno all’anno 410, un giovane romano della Gallia narbonese di nome Honorat sbarcò su un’isola allora ricoperta di pini, cisti e, secondo la tradizione, infestata da serpenti. Insieme ad alcuni compagni, fondò una comunità monastica ispirata ai modelli orientali che aveva conosciuto durante un pellegrinaggio in Egitto e in Palestina.

Una scuola per vescovi del mondo cristiano occidentale

La regola è austera, ma l’abbazia attira ben presto le menti più brillanti. Nel corso del Ve e del VIe Nel corso del secolo, secondo le fonti monastiche, Lérins ha formato quasi seicento santi e vescovi, tra cui diverse figure di spicco:

  • San Vincenzo di Lerino (morto intorno al 445), autore del Commonitorium, manuale teologico di riferimento
  • San Cesario di Arles (470-542), futuro vescovo di Arles e teorico del monachesimo occidentale
  • San Lupo di Troyes (383-479), vescovo di Troyes
  • La tradizione irlandese riporta inoltre un brano tratto da San Patrizio a Lérins, prima del suo apostolato in Irlanda

La leggenda della palma e la palma di Cannes

Un’antica leggenda narra che, al suo arrivo, Honorat avrebbe scatenato un’onda gigantesca per scacciare i serpenti che infestavano l’isola, rifugiandosi lui stesso in cima a una palma. Questa immagine è entrata a far parte dell’iconografia locale: la palma figura ancora oggi sullo stemma della città di Cannes.

Quindici secoli di prove e rinascite

L'abbazia superò le invasioni saracene (martirio di cinquecento monaci nel 731 secondo la tradizione, incursioni ricorrenti fino all'XIe secolo), il declino medievale, la commenda rinascimentale, poi la soppressione rivoluzionaria del 1791 e la vendita all’asta della tenuta. Nel 1869, alcuni cistercensi provenienti da Sénanque riacquistarono l’isola e vi rifondarono la vita monastica. L’attuale comunità, erede diretta di questa rinascita, conta una trentina di monaci. Per saperne di più, il sito ufficiale della comunità di Lérins illustra in dettaglio le norme e il calendario liturgico.

Osservare l'isola dalla barca: sei punti da individuare

Vista da sud, l’isola di Saint-Honorat rivela una stratificazione architettonica in due parti: da un lato il carattere difensivo medievale, dall’altro quello contemplativo moderno. Dal mare si distinguono sei elementi principali.

La torre-monastero fortificata (1073)

Costruita intorno al 1073 dall’abate Aldeberto II per difendersi dalle incursioni dei Saraceni, la torre-monastero è l’elemento più visibile dal mare. Quattro livelli sovrapposti attorno a un chiostro interno, con una cisterna nella parte inferiore e una cappella in alto: si tratta di uno dei pochissimi esempi conservati di architettura militare monastica mediterranea. La sagoma quadrata, situata in riva al mare, conferisce all’isola il suo carattere distintivo, riconoscibile già da lontano.

L'abbazia neoromanica del XIX secoloe secolo

Sul retro della torre, l’abbazia di Notre-Dame-de-Lérins, ricostruita dopo il 1869, si estende con un lungo edificio in stile neoromanico realizzato in pietra chiara. Ospita la chiesa conventuale, il chiostro monastico, il refettorio e le celle. Questo spazio rimane chiuso al pubblico al di fuori delle funzioni religiose e dei ritiri spirituali.

Le sette cappelle sparse

Sette cappelle sparse sull’isola scandiscono un itinerario di preghiera storicamente percorso dai monaci: la cappella della Trinità, la cappella di Saint-Sauveur, la cappella di Saint-Caprais, la cappella di San Pietro, la Cappella di Santa Croce e altre due. Molte risalgono al Medioevo e sono state restaurate nel XIX secoloe secolo. Sono tutte accessibili ai visitatori al di fuori dei periodi di ritiro.

I vigneti di Saint-Honorat

I monaci coltivano otto ettari di vigneti sull'isola, con agricoltura biologica certificata. I vitigni sono mediterranei: Syrah, Mourvèdre, Viognier, Chardonnay. La produzione comprende due linee con denominazione AOC Côtes de Provence (rossi, bianchi, rosati) e tre liquori monastici, tra cui il famoso Lerina distillata dall'inizio del XX secoloe secolo, a partire da una quarantina di piante aromatiche. È una delle pochissime aziende vinicole ancora gestite da monaci in Francia.

Il molo sulla costa settentrionale

L'unico approdo si trova sulla costa settentrionale, di fronte a Cannes. È l'unico punto di attracco consentito ai visitatori: tutto il resto del litorale è protetto.

Il sentiero costiero

Un sentiero di tre chilometri fa il giro dell’isola, costeggiando le cappelle e offrendo una vista diretta sulla baia di Cannes a nord e sul mare aperto a sud. Si percorre in un’ora di tranquilla passeggiata.

Raggiungere Saint-Honorat in barca: tre momenti da non perdere

Saint-Honorat si svela attraverso tre momenti distinti, ognuno dei quali rivela una dimensione diversa dell’isola monastica.

La mattina, per la luce e la tranquillità

Le prime partenze (intorno alle 9:00 dal molo Laubeuf di Cannes) coincidono con la fine della funzione monastica. La luce radente illumina la torre fortificata da est, creando condizioni ideali per la fotografia. L’isola è ancora poco frequentata e si può percorrere il sentiero costiero con la sensazione di avere l’isola tutta per sé.

Il pomeriggio dedicato alla degustazione e alle cappelle

Un negozio vicino all'imbarcadero offre, a metà pomeriggio, degustazioni e vendita diretta dei vini e dei liquori della tenuta. È anche l'orario ideale per visitare le cappelle nell'ordine tradizionale ed entrare nella torre-monastero, restaurata e aperta al pubblico.

La sera, in occasione dei fuochi d'artificio di Cannes

La prospettiva meno ovvia, ma la più spettacolare: dal largo tra Saint-Honorat e la Croisette, il Festival d'Art Pyrotechnique di Cannes lancia i suoi fuochi d’artificio sopra la baia per sei sere durante l’estate (da metà luglio a metà agosto). Visto dal mare, tra le due isole di Lérins, lo spettacolo assume una dimensione acustica e visiva impossibile da riprodurre dalla spiaggia: la baia diventa una cassa di risonanza e i fuochi si riflettono sull’acqua scura a trecentosessanta gradi. La crociera con spettacolo pirotecnico da Cannes adotta proprio questo punto di vista, con l'ancoraggio al largo delle isole durante il tiro.

Per raggiungere Saint-Honorat in altri periodi dell'anno, un noleggio barca con skipper permette di combinare la visita dell’isola, una sosta per fare il bagno nelle calette a sud (acque turchesi, fondali rocciosi) e un ritorno lungo la costa costeggiando Sainte-Marguerite.

Avvicinarsi a Saint-Honorat dal mare significa ritrovare l’intuizione dei suoi fondatori: il mare come barriera protettiva, l’isolamento come condizione della vita spirituale. Sedici secoli dopo l’arrivo di Honorat, l’isola conserva questa doppia identità: fortezza di fronte al mondo profano (la torre-monastero del 1073, le cappelle sparse), rifugio per la comunità monastica (l’abbazia neoromanica, i vigneti, il sentiero costiero).

Questa continuità di milleseicento anni è rara nel Mediterraneo occidentale. Osservarla dal mare permette di coglierne le dimensioni: un’isola abbastanza piccola da rimanere gestibile, abbastanza lontana da rimanere incontaminata, abbastanza vicina al continente da essere sopravvissuta sia alle incursioni che alle rivoluzioni. Da abbinare, per ottenere il massimo contrasto, a una un approccio simile a quello del Roccia di Monaco, un’altra stratificazione medievale visibile dalla barca.

Guarda la crociera con i fuochi d'artificio a Cannes